Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: tra borghi, chiese e laghetti nel bosco

Immaginate di aprire una porta e di entrare dentro una piazza fatta di ciottoli bianchi e neri, e una chiesa del 1700 con i colori della Liguria: il rosa, il giallo e il verde. No, non state sognando! E’ proprio così che comincia questa bellissima avventura nell’entroterra ligure. Un giro ad anello tra Dolcedo, Lecchiore e Bellissimi, con una estensione ai meravigliosi laghetti nel bosco. Siete pronti a scoprirlo?

Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: la partenza

Dolcedo è il borgo di partenza: i suoi colori e i suoi scorci vi conquisteranno, ma vi consiglio di godervi la visita a giro ultimato. E’ tempo di incamminarsi! Aprite la porta sotto la volta del Comune ed entrate nella graziosa piazzetta impreziosita dalla Chiesa di San Tommaso. Da qui, prendete le scale e girate a destra, scorgerete il fiume, i resti di un antico mulino e un ponticello di pietra che porta a Ripalta.

Il Municipio di Dolcedo e sotto la volta, la porta da cui si parte per questa escursione
Il Municipio e, sotto la volta, la porta: punto di partenza e di arrivo

Restate sulla strada lastrica, osservate il piccolo borgo dal basso e proseguite dritto seguendo la segnaletica bianca e rossa (direzione Lecchiore). La strada, dopo poco, diventa asfaltata e in salita per poi ritornare ad essere un sentiero tranquillo. Dopo circa dieci minuti passerete di fianco ad un’antica cappella abbandonata con ancora visibili i resti di alcuni affreschi. Più avanti, lungo il sentiero, incontrerete due edicole, arrivati alla seconda, presso un tornante, proseguite salendo a sinistra. Intorno a voi, qualche albero da frutta selvatico e centinaia di ulivi (tutte le colline che vedete lì intorno sono colline piantate ad ulivo!).

Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: i laghetti nel bosco incantato

Ad un certo punto il sentiero curva leggermente ed ecco apparire il campanile di Lecchiore. Salite sulla sinistra, sul retro della chiesa parrocchiale e attraversate tutto il paese. Le sue case antiche, rimesse a nuovo, vi stupiranno per la loro bellezza e semplicità. Si sente solo il rumore di un leggero venticello: Lecchiore è una piccola oasi di pace immersa nel verde argento degli ulivi.

Il Santuario dell’Acquasanta

Raggiungete via dell’Acquasanta all’altezza della fontanella e da qui proseguite sulla strada asfaltata fino ad una mulattiera in pietra che troverete sulla vostra destra (segnalata con un paletto basso – indicazione Valloria*). Scendete lungo questo sentiero a scale e arriverete al Santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta, edificato nel XVI secolo e ristrutturato in stile barocco a inizio ‘600 e poi nel ‘700. Varie leggende sono legate a questo luogo di culto che, secondo la tradizione, fu costruito nel punto in cui la Madonna apparve ai fedeli.

Santuario di Nostra Signora della Misericordia - Lecchiore
Santuario di N. S. della Misericordia

I laghetti di Lecchiore

Siete ormai vicinissimi ai laghetti, freschissime pozze d’acqua immerse nel verde. La strada risale e l’indicazione per i laghetti vi manderà a destra. Da qui in poi non ci sono più segnalazioni. I laghetti più belli e più grandi sono quelli in cima, per raggiungerli dovete superare la prima deviazione che porta al fiume. Continuate a camminare sul sentiero anche se vi sembrerà di allontanarvi dall’acqua, arriverete così ad un piccolo spiazzo di forma quasi circolare.

Da lì potete proseguire dritti per raggiungere un laghetto nel quale ci si può anche tuffare dall’alto, invece se dallo spiazzo girate a sinistra, dopo pochi passi, e aguzzando un pochino la vista, scorgerete sulla destra alcuni gradini in pietra che danno accesso ad un’antica mulattiera in pietra che entra nel bosco. Il sentiero da qui agli altri laghetti è molto bello, sembra quasi di essere in un bosco incantato.

Uno dei tanti laghetti nel bosco - Lecchiore
Uno dei tanti laghetti nel bosco

In pochi minuti ne raggiungerete diversi, uno più bello dell’altro, tanto che non saprete quale scegliere! Molti di questi laghetti sono larghi e profondi abbastanza da poterci nuotare. L’acqua, ovviamente, è molto fredda, ma lo spettacolo della natura incontaminata non potrà che stupirvi: l’acqua limpida del fiume, il rumore quasi assordante delle cascate, il profumo del bosco che sa di legno e di muschio.

Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: il paese dei “Balui”

Dopo esservi rifocillati e riposati, siete pronti a ripartire. Ritornate alla fontanella di Lecchiore e da lì proseguite lungo la cementata che sala a destra, attraversando la parte alta del paese. Consiglio: continuate sulla strada asfaltata (Via dell’Acquasanta e poi Via Castellazzo) e arriverete a Bellissimi in poco tempo. Noi abbiamo deciso di prendere una strada alternativa, non indicata, che ad un certo punto incontrerete sulla vostra destra. Scelta non vincente in quanto il percorso è inizialmente molto ripido, quasi “spacca-gambe”, e più lungo, per cui i tempi di percorrenza si sono raddoppiati.

Uno dei murales di Bellissimi, il paesino delle mongolfiere di carta
“Cartolina” di Guido Gulino

Bellissimi e le mongolfiere di carta

Bellissimi è un piccola frazione di Dolcedo, famosa per i suoi “balui“, coloratissime mongolfiere di carta lanciate ogni prima domenica di Settembre, in occasione della festa della Madonna della Misericordia. I balui sono anche soggetto e filo conduttore dei tanti murales disseminati per il paesino. Per non perdervene nemmeno uno, vi lascio la mappa con la loro posizione, titolo e nome dell’autore. Non vi resta altro che passeggiare per il paese e scoprirli tutti!

mappa dei murales di bellissimi - fonte amicidibellissimi.org
Mappa dei murales di Bellissimi – fonte amicidibellissimi.org

Se siete curiosi di apprendere qualcosa in più sulla tradizione delle mongolfiere di carta, contattate l’associazione Amici di Bellissimi e partecipate al loro tour guidato (circa 90 minuti, offerta libera). Attraverso il racconto di Daniel, un abitante del posto, potrete ascoltare storie curiose e vedere dove e come sono fabbricate le mongolfiere di carta.

Curiosità: pare che a Bellissimi giunse anche Jacques Etienne Montgolfier, inventore, insieme al fratello, della mongolfiera. Era il 1790 quando, fuggendo dai moti rivoluzionari di Francia, Montgolfier giunse a Dolcedo e poi a Bellissimi con la sua scimmia di nome Elio.

“Il sogno di Montgolfier” di Stefano Faravelli

Terminata la visita, percorrete la strada Provinciale in direzione Dolcedo. Dopo pochi minuti troverete l’indicazione per la borgata Boeri, alla vostra sinistra. Scendete lungo questa stradina che passa tra le campagne e in 15 minuti vi ritroverete sul lungo fiume da cui siete partiti.

Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: ritorno a Dolcedo

Se avete ancora tempo e voglia, potete attraversare il ponte e visitare il piccolo borgo di Ripalta. In alternativa, Dolcedo vi aspetta per una meritata pausa, magari gustando un buon gelato artigianale (consiglio la gelateria sotto la volta del Comune). Prima di ripartire, non dimenticatevi di visitare questo gioiellino di paese con i suoi bellissimi vicoli e piazzette, tutti da fotografare!

Il ponte che da Dolcedo porta a Ripalta
Il ponte che da Dolcedo porta a Ripalta
Il delizioso  borgo di Dolcedo
Dolcedo

Informazioni pratiche

PARTENZADolcedo
ARRIVODolcedo
LIVELLOPasseggiata facile
KM PERCORSI10 km
DISLIVELLO320 metri
TEMPO DI PERCORRENZA2 ore e 30 minuti (senza contare le soste)
ATTREZZATURAscarpe da trekking leggero, borraccia
FONTANELLEa disposizione in tutti i tre i paesi
TEMPI SINGOLE TRATTE
1) Dolcedo – Lecchiore: 45 min2) Lecchiore – Laghetti di Lecchiore: 20 min
3) Laghetti – Bellissimi: 1 ora **4) Bellissimi – Dolcedo: 30 min
** nell’articolo ho proposto un cambio
percorso più facile e veloce

*NOTA:
Nella meravigliosa Val Prino, c’è un altro delizioso borgo che merita di essere scoperto: Valloria, il paese delle porte dipinte! E’ possibile raggiungerlo in 1 ora di cammino partendo dal Santuario dell’Acquasanta. Un’opzione ideale se decidete di fare questo giro in inverno, sostituendo Valloria al bagno nei laghetti di Lecchiore, troppo freddi in quel periodo!

Spero che questo giro ad anello nell’entroterra Ligure vi sia piaciuto! Lasciatemi un commento se lo avete percorso o se avete domande, e non dimenticate di condividerlo sui social per “salvarlo” o per segnalarlo ad altri amanti della natura e dei borghi. Grazie! 🙂

A presto!

Alice

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Tutte le foto di questo articolo sono state scattate da me.

2 thoughts on “Dolcedo-Lecchiore-Bellissimi: tra borghi, chiese e laghetti nel bosco

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